Siamo nelle mani dell'ultimo padrone!
Alla fine dello scorso anno venne votato dal Consiglio comunale, all’unanimità (elemento da non sottovalutare), un odg relativo alle politiche della raccolta differenziata e riduzione dei rifiuti.
Tra le altre cose si dava mandato all’Amministrazione, in raccordo con la Commissione LL.PP. e Ambiente, di promuovere incontri di studio sulle migliori pratiche di raccolta differenziata e riduzione rifiuti, con il coinvolgimento di amministrazioni che avessero raggiunto significativi risultati al riguardo (...). Veniva chiesto inoltre di assicurare da parte di Sistema Ambiente spa l’adozione di un Piano per assicurare il raggiungimento degli obiettivi di legge (il 65% di raccolta differenziata entro l’anno 2012).
Al momento tutto ciò è rimasto lettera morta, ma siamo fiduciosi...
Non è certo con una nota sulla stampa che si risolve un problema così complesso, ma sono costretta, per l’ennesima volta, a sottolineare e ad evidenziare le molte segnalazioni che riceviamo sulla qualità della raccolta dei rifiuti della nostra città.
Qualità che, nonostante tutto (cifre altisonanti sulla raccolta differenziata, premi “Comune riciclone”) risulta scadente, sia nel centro storico che fuori.
Basta guardarsi intorno, camminare per le strade del centro o dei quartieri per imbattersi in “aree-discarica” più o meno ampie, imbarazzanti per la vista e per l’olfatto.
Evidentemente, a dispetto dell’impegno profuso, qualcosa nell’ingranaggio dell’organizzazione di Sistema Ambiente Spa non funziona, così come è certo che molti utenti non siano troppo virtuosi se continuano a gettare i rifiuti per terra.
Forse basterebbe far rispettare le regole che già esistono: sanzionare in qualche modo i “furbetti”.
E poi, ha un senso rendere alcune vie delle “cassonetti-street”? Siamo sicuri che il “porta a porta” nel centro sia stato organizzato con tutti i crismi necessari?
Ha un senso in tarda mattinata vedere fuori degli usci della abitazioni del centro valanghe di sacchi dell’immondizia?
È normale che, sempre nella tarda mattinata, in una via molto centrale della città, ci si debba imbattere in un mezzo rumoroso e maleodorante di Sistema Ambiente Spa?
E perché la pulizia delle strade non viene fatta anche fuori dal centro, dove oltretutto mancano cestini porta rifiuti?
Siamo solo noi della minoranza a percepire la città come sporca o anche questo dovrebbe essere un problema che va oltre lo schieramento politico, che dovrebbe vederci impegnati tutti nella sua risoluzione? Certo, il cambio di marcia, se ritenuto necessario, spetterebbe per primo a Sistema Ambiente Spa. O forse l’essere Spa fa scivolare la qualità del servizio in secondo piano?



“Quel pasticciaccio brutto” dell’urbanistica lucchese… parafrasando Gadda (che, ironia della sorte, era pure ingegnere) si descrive perfettamente lo stato cui versa la materia urbanistica del nostro comune: un libro a cui si continuano ad aggiungere capitoli su capitoli confusi a scapito della cittadinanza.
L’ultimo capitolo sgrammaticato è stato scritto ieri (giovedì 16 giugno) in Consiglio comunale dove si discuteva la cosiddetta Variantina urbanistica.
Interi articoli sono stati nuovamente rimandati al prossimo consiglio per palesi contraddizioni all’interno della maggioranza che, come al solito, risolve le difficoltà rinviando il problema.
Mai ci saremmo aspettati che il Consiglio si incartasse pure sulle norme transitorie: quella parte del provvedimento più atteso dai cittadini perché regolamenta la situazione di coloro che si sono trovati a realizzare un intervento edilizio a cavallo tra vecchia e nuova normativa.
Già dal febbraio 2008 il nostro gruppo aveva formalizzato un odg in cui si chiedeva l’introduzione di una norma transitoria che definisse il regime giuridico da applicare a coloro che, ad esempio, avessero avviato una ristrutturazione o nuova costruzione in base al regolamento urbanistico del 2004 e che, dovendo regolarizzare lievi modifiche al progetto, si trovavano impossibilitati a farlo perché nel frattempo erano state modificate alcune norme.
In qualsiasi altra città italiana l’amministrazione avrebbe immediatamente ammesso la dimenticanza della norma transitoria ed avrebbe subito provveduto a colmare la lacuna: al Comune di Lucca si è dovuto attendere più di un anno per discutere la questione e, quando abbiamo evidenziato, con un emendamento a firma di Celestino Marchini, che la formulazione predisposta dagli uffici necessitava di un’integrazione, abbiamo assistito alla “commedia dell’assurdo”.
Se da un lato un consigliere, competente nel settore, come Marco Baccelli ha immediatamente riconosciuto la fondatezza dell’emendamento Marchini sottoscrivendolo, per contro la maggioranza è entrata in fibrillazione non accettando l’idea di approvare una proposta di buon senso avanzata dall’opposizione, preferendo un ulteriore rinvio a discapito dell’interesse della collettività.
Questo è accaduto per una semplice integrazione migliorativa di una norma condivisa nel merito dall’intera commissione mesi fa e poi inspiegabilmente modificata all’atto della stesura formale. Non osiamo immaginare di quali imbarazzi, assenze strategiche e arrampicate sugli specchi ancora dovremo essere spettatori quando torneranno in Consiglio le altre norme rinviate che riguardano le cosiddette trasformazioni delle serre sulle quali in questi due anni abbiamo sentito dire tutto ed il contrario di tutto.
Piccola nota di colore: tutti si sono accorti del particolare interesse mostrato dall’assessore Buonriposi per questa variante urbanistica, vogliamo augurarci che la stessa solerzia e passione la sappia trovare anche per l’edilizia scolastica.
Cecilia Carmassi e Serena Mammini
A nome del Gruppo Consiliare “L’Ulivo-Pd”
Stamattina in Commissione Lavori Pubblici dovevamo discutere sul “Regolamento per attrezzature commerciali ed elementi di arredo su suolo pubblico”.
Concordato con l’assessore Chiari per le 9,30 l’incontro doveva prendere in esame il nuovo articolato.
Peccato però che la Commissione si sia risolta con un “nulla di fatto” perché l’assessore non si è presentato, cosicché il presidente Stefani alle 10,30 ha dovuto, dopo un’apertura flash, chiudere la seduta.
Questo l’ennesimo esempio di disorganizzazione, di scarso coordinamento, diremmo quasi incomunicabilità che c’è tra i diversi componenti della maggioranza, siano essi assessori, consiglieri, presidenti di commissione…
Più volte le adunanze devono essere aggiornate per problemi causati dalla semplice incapacità gestionale: assenza di referenti invitati, mancanza di materiale per poter ben lavorare.
Non vogliamo fare della semplice demagogia sulla questione “costi della politica” perché quando si lavora seriamente non è corretto parlare di “spreco di denaro pubblico”, certo è che quello di stamattina non è stato un esempio di sana e robusta amministrazione.
Siamo convinti che l’assessore fosse a svolgere solerte la propria mansione altrove, a prestare il proprio servizio per risolvere gli annosi problemi della città da un’altra parte; che il presidente della commissione abbia convocato correttamente l’incontro… e quindi come al solito nessuno è responsabile, ma allora cosa può essere successo?
Nell’era del “tutto intorno a te” basterebbe una telefonata… a meno che non si preferisca lasciar squillare a vuoto il cellulare!
Più volte abbiamo letto sulla stampa che il Comune, entro la fine dell’estate, realizzerà altri due parchi gioco nella zona sud della città.
L’annuncio è stato accolto con favore soprattutto da chi, come anche la sottoscritta, da anni rilevava la necessità di aree verdi attrezzate in una zona totalmente priva di questi servizi.
Nel comunicato veniva detto che i due parchi di San Concordio sarebbero stati realizzati entro la fine dell’estate… ma non veniva specificato di quale anno. Ci auguriamo che sia il 2009.
Al momento però (e siamo già a metà del mese di giugno) nell’area adiacente alla Circoscrizione, tra via Formica e via Urbiciani, proprio dove dovrebbe essere realizzato un parco l’altezza dell’erba supera il metro. Aspettando quindi fiduciosi la realizzazione del verde attrezzato chiediamo almeno lo sfalcio dell’erba.

" Umanità, franchezza, modestia e discrezione"
Care amiche e cari amici,
nel momento in cui ribadisco la mia già provata volontà di rimanere al di fuori della politica del nostro Paese, sento il dovere, come semplice cittadino, di sottolineare l'importanza del voto a cui noi italiani siamo chiamati.
Anzitutto un voto per l'Europa. In questa linea richiamo la necessità di rafforzare il Partito democratico ricordando come esso abbia sempre con convinzione sostenuto le grandi scelte europee quali l'euro e l'allargamento che, come si è dimostrato in questa fase di durissima crisi, sono la principale difesa per l'Europa e l'Italia.
La seconda ragione nasce dall'intensificarsi di numerosi segnali di allarme e di interrogativi da parte di tanti amici ed osservatori stranieri per la caduta di dignità e per la qualità democratica del nostro paese, segnali che ho colto con sofferenza nella mia attività internazionale.
Di fronte a questo il Partito democratico, pur nel suo non facile cammino, è l'unica concreta risposta.
Non è tempo nédi astensioni né di sofisticate distinzioni
È il momento di dimostrare che l'Italia può essere diversa, che ha profonde radici etiche e che è ancora capace di contribuire alla crescita democratica di una nuova Europa.
Con amicizia,
Romano Prodi
Bologna 3 giugno 2009
Al Sindaco del comune di Lucca
Al Presidente del Consiglio
Oggetto: fabbricato in costruzione denominato “Centro direzionale Spalti” situato in via delle Tagliate/v.le Carlo del Prete – interrogazione
Premesso che
è in fase di ultimazione il complesso immobiliare (direzionale e commerciale) posto in S. Anna, tra via delle Tagliate e v.le Carlo del Prete di proprietà della IngLease Italia s.p.a. e denominato “Centro Direzionale Spalti”. L’intervento è realizzato tramite DIA n°372 del 21.2.2007.
Chiedo di conoscere
se per l’intervento suddetto, che sorge in una zona assai delicata dell’ambito urbano anche e soprattutto per la mole di traffico che la interessa, è stata verificata dagli uffici la disponibilità di un numero sufficiente di stalli di sosta per il personale e per i clienti che utilizzeranno tale struttura, secondo i parametri descritti dalle leggi vigenti e se ne è stata verificata la congruità degli accessi e le connessioni con la viabilità urbana da parte dell’ufficio strade.

Una dei tanti piccoli-grandi disagi quotidiani che fanno incazzare gli abitanti dei quartieri…
San Concordio, via Formica, marciapiede sul lato ovest dell’aiuola della Pace (area detta in sanconcordiese “dell’Uccellone della Pace”, erroneamente denominato parco).
Come si vede dalle immagini, in corrispondenza delle discese del marciapiede non ci sono le strisce pedonali che invece sono poste più a nord, vicino all’incrocio di questa strada con via Consani.
In questo modo un pedone con carrozzina, passeggino o bicicletta al seguito o un diversamente abile si trova a dover attraversare e scegliere: o passare sulle strisce pedonali come regola e ovvietà vorrebbe, ma in quel caso avrebbe da fare lo scalino e questo è assai disagevole oppure usufruire della discesina ma a quel punto non si trova di fronte le strisce.
Allora, non sarebbe necessario creare tutte le condizioni possibili per minimizzare l’esposizione al rischio di incidente? La cosiddetta sicurezza primaria.
In questo caso poi non possiamo nemmeno parlare del solito annoso problema di mancanza di fondi. Qui le strisce pedonali anche se un po’ scolorite ci sono, il marciapiede con discesina pure.
Allora cosa manca? La sensibilità, l’attenzione e quindi la progettazione.
Certo di fronte ai grossi problemi che la nostra città, insieme alle sue bellezze, ci offre questo è solo un dettaglio. Ma tanti dettagli, nel nostro peregrinare quotidiano, fanno la qualità della vita.

Dobbiamo ammettere che la dirigenza dello Sporting Lucchese ha lavorato bene durante la stagione calcistica appena conclusa. Un passaggio di categoria conseguito sul campo assai prima della fine del torneo, con estrema autorevolezza; un patrimonio di giocatori sempre caratterizzato da entusiasmo e fedeltà alla maglia, oggi giustamente valorizzato; un’organizzazione efficace e senza fronzoli, che potrà assicurare agli azionisti e ai tifosi nuove importanti soddisfazioni sportive.
I soci Valentini e Giuliani meritano quindi giusta considerazione quando reclamano una risposta all’ipotesi di costruire un nuovo stadio, avanzata fin dalla scorsa estate e interconnessa ai programmi societari per il futuro. Per questo appare del tutto incomprensibile l’indugio con cui l’Amministrazione Comunale da mesi palleggia la richiesta di variare gli strumenti urbanistici, allo scopo di consentire l’utilizzazione dei terreni di San Donato appartenenti alla Società di Sviluppo Sportivo, controllata dai medesimi imprenditori.
Se il Comune prendesse una posizione chiara permetterebbe a tutti di lavorare per una soluzione effettivamente praticabile. Invece il Sindaco rimanda sempre a future, ma improbabili occasioni di verifica, come se non sapesse che, a parte l’attuale destinazione agricola dei terreni, il quadro normativo vigente non rende assolutamente percorribile, anche qualora ci fosse la risoluta volontà della maggioranza politica, la strada di varianti finalizzate alla costruzione di una infrastruttura di quelle dimensioni in una zona che il Comune stesso ha classificato ad altissima fragilità idrogeologica, peraltro dietro specifico parere del Genio Civile e dell’Autorità di Bacino del Serchio, come risulta dalla variante al Regolamento Urbanistico approvata dal Consiglio Comunale proprio di recente (Dicembre 2008).
Come se non bastasse, vige in Toscana la legge n. 1/05 la quale vieta in maniera tassativa nuovi impegni di suolo a fini infrastrutturali nel caso sussistano alternative di riutilizzazione, a seguito di possibili interventi di ammodernamento e riqualificazione, di analoghe infrastrutture già esistenti.
Né il Comune potrebbe ormai disconoscere le nove prescrizioni del Piano di Indirizzo Territoriale della regione Toscana del 2007, laddove si raccomanda che eventuali aggiornamenti dei Piani Regolatori comunali tutelino in primo luogo gli spazi verdi sia pubblici che privati, salvo che certi fabbisogni insediativi non siano in alcun modo altrimenti soddisfacibili.
Se il Comune ritiene davvero fattibile il progetto di San Donato rompa immediatamente gli indugi e ci spieghi come intende adeguare a questo scopo gli strumenti urbanistici. Se invece, come noi, ritiene che non si possano assolutamente rimuovere i robusti paletti normativi che prescindono dall’autonomia decisionale dell’ente, non illuda i tifosi e non faccia perdere altro tempo alla nuova Lucchese. Verifichi piuttosto l’interesse delle forze politiche a che lo Sporting Lucchese venga seriamente coinvolto in una ipotesi di valorizzazione del vecchio stadio comunale di Porta Elisa: la struttura occupa una posizione prestigiosa a ridosso delle Mura, ma è datata, richiede continui e costosi interventi di messa a norma e di manutenzione per essere utilizzata solo 20 volte all’anno!
Prima o poi il Comune dovrà completamente “ripensarla”, pur senza tradire il valore identitario che essa rappresenta per molti lucchesi: si potrebbe dotarla di moderni parcheggi interrati, collegarla funzionalmente con il vicino centro storico, adattarla e attrezzarla per ospitare grandi spettacoli ed eventi di richiamo, renderla costantemente vissuta, magari fonte di reddito per 365 giorni all’anno.
Il sincero entusiasmo per i gloriosi colori rossoneri, dimostrato in questi mesi da Giuliani e Valentini, lascia prevedere che i due imprenditori non si tirerebbero certo indietro se dal Comune e dalla generalità delle forze politiche arrivasse l’indicazione – una volta accantonata la velleitaria proposta di San Donato – di esplorare la fattibilità tecnico economica di un intervento sul Porta Elisa che avvantaggi, oltre a chi investe e alla squadra di calcio, l’intera comunità cittadina.
Al Difensore Civico del Comune di Lucca
Alla Procura della Repubblica di Lucca
OGGETTO: INTERPELLANZA sulle “volumetrie” (superfici) rilasciate nelle varie UTOE e mancata consegna di documentazione richiesta al Dirigente del settore Urbanistica
Con la presente i sottoscritti Serena Mammini e Celestino Marchini Consiglieri Comunali del Comune di Lucca si rivolgono alla S.V. per quanto segue:
Premesso
- che in data 27/11/2007, Prot. Gen. n. 75260 avevano presentato un’interpellanza al Sindaco di Lucca per chiedere quanto era stato costruito nelle varie Utoe che compongono il Comune di Lucca il cui contenuto testualmente era il seguente: “Il Piano Strutturale stabilisce per ogni UTOE (unità territoriale organica elementare) prevista dalla legge urbanistica regionale le dimensioni massime ammissibili dell'insediamento, ne stabilisce le quantità esistenti e le nuove quantità da realizzare per tipo di funzione. C'è il concreto convincimento da calcoli empirici eseguiti che le superfici ammesse dal P.S. siano state superate in alcune UTOE. Per quanto sopra, al fine di tenerne dovutamente conto in sede di revisione della variante del R.U., si chiede al Signor Sindaco, che vengano forniti i dati delle superfici rilasciate con i vari titoli autorizzativi (Piani Attuativi, P.C, DIA, ecc.) rilasciati dalla data di adozione del R.U. ad oggi, divise per UTOE e a sua volta per ogni UTOE divisa per funzione: residenza; produzione; terziario (commerciale e ricettivo), servizi urbani e servizi sovraurbani. Naturalmente nel conteggio delle superfici vanno inseriti i bonus.”;
- che il Sindaco rispondeva all’interpellanza in data 13/03/08 affermando che era stato dato un incarico ad una azienda per dare una risposta al quesito suddetto;
- che in data 24/07/08 di fronte all’ennesimo silenzio (nel frattempo, la maggioranza approvava in C.C. ben tre Piani Attuativi) i sottoscritti scrivevano ai Presidenti della Regione e della Provincia, nonché al Prefetto ed al Ministero degli Interni affinché intervenissero nei modi più opportuni al fine di invitare il Sindaco di Lucca a dare una risposta certa, cioè i dati richiesti, all’interpellanza presentata e che tale documento veniva contestualmente presentato al Sindaco ed al Presidente del Consiglio Comunale (Prot. Gen. 47184 del 24/07/08); (all. “A”)
- che il 25/07/08 il Sindaco comunicava che non aveva ancora avuto dagli uffici i dati da noi richiesti; (all. “B”)
- che il 29/07/08 il Sindaco in Consiglio Comunale comunicava alcuni dati parziali dello sforamento della funzione residenziale (“Abbiamo sforato in 6 Utoe”) minimizzando l’accaduto mentre il costruito in dette Utoe supera del 43% quanto era possibile edificare e durante la seduta il Sindaco consegnava ai Consiglieri un documento, predisposto dagli uffici il giorno precedente; (all. “C”)
- che il 13/08/08, Prot. Gen. 52427, si chiedeva al Sindaco e al Presidente del C.C. copia della documentazione che il tecnico incaricato del monitoraggio aveva consegnato all’Amministrazione comunale; il tutto al fine di capire come si era arrivati ai dati di cui all’allegato “C”; (all. “D”)
- che il 09/09/08 i suddetti consiglieri presentavano la terza interpellanza sul medesimo argomento; (all. “E”)
- che il 19/09/08 durante Consiglio Comunale il Sindaco comunicava i dati sugli sforamenti nelle Utoe dai quali si evinceva lo sforamento relativo a sei Utoe (3a, 3b, 4, 6b, 7b, 8d) per quanto riguarda il residenziale e che il Consiglio approva a maggioranza, con deliberazione n. 107, la sospensione dell'efficacia in via di autotutela del R.U. in dette Utoe, mentre nessuna delibera riguardava l’Utoe 5a (per la quale il Regolamento Urbanistico prevede, nel settore ricettivo, un incremento pari a zero, e quindi nessuna edificazione) dove in realtà sono state realizzate volumetrie (o volumetria – non siamo in grado di sapere se è stato costruito uno o più edifici ricettivi) che hanno consumato 3.873 metri quadrati di territorio, non prima dell’adozione del R.U. come dichiarato, ma dopo l’ 08/04/2002, data di adozione del Regolamento stesso (data riportata nella tabella fornita tre ore prima del Consiglio);
- che circola voce di ulteriori sforamenti in altre Utoe nonostante la suddetta deliberazione riporti testualmente: “si è accertato che, nonostante la quantità complessiva di nuovo consumo di suolo sia largamente inferiore alla potenzialità riferita all’intero territorio comunale, in alcune UTOE sono state superate, già alla data del 28.7.2008 le quantità ammesse singolarmente.” In tale deliberazione però non c’è alcun riferimento al fatto che trattasi delle Utoe più importanti, escluse due, e che si considerano nelle quantità ammissibili le potenzialità edificatorie dei parchi, delle zone verdi, di saturazione a completamento e ampliamenti di strutture esistenti, altrimenti lo sforamento avrebbe assunto proporzioni bibliche;
- che in data 27/10/2008 presentavano la quarta interpellanza sul medesimo argomento ed in particolare: chiedevano che venissero forniti i dati delle superfici rilasciate con i vari titoli autorizzativi (Piani Attuativi, P.C, DIA, ecc.) concessi dalla data di adozione del R.U. ad oggi, divise per UTOE e a sua volta ogni UTOE divisa per funzione: residenza, produzione, terziario (commerciale e ricettivo), servizi urbani e servizi sovra urbani, dati che devono tener conto di quanto previsto dall’art. 55 del Piano Strutturale che, oltre a stabilire le quantità insediative massime ammissibili previste per ciascun settore funzionale (residenza, produzione, terziario e attrezzature urbane) e per ciascun sistema insediativo (UTOE), indica una capacità insediativa abitativa, di cui una quota non superiore al 25%, destinata a funzioni diverse, connesse con l’utilizzo residenziale (commercio al dettaglio, pubblici esercizi, artigianato di servizio, uffici, studi professionali, ecc.); quanto sopra non risulta dai dati, pertanto anche nelle Utoe dove sembra che non ci sia stato sforamento, ci potrebbe invece essere per le altre funzioni in zona residenziale. Chiedono quindi di conoscere il motivo per cui non è stata deliberata la sospensione dell'efficacia in via di autotutela del R.U per l’Utoe 5a nella funzione inerente il ricettivo. Infine chiedono perché sino ad oggi non sono stati forniti i dati primari, richiesti al Dirigente di settore il giorno 13/08/08, per poter effettuare i dovuti controlli su quanto comunicato sino ad oggi. Le norme prevedono che sia data una risposta entro trenta giorni dalla richiesta! (all. “F”)
- che in data 03/02/09 la Segreteria del Presidente del Consiglio comunicava al Consigliere Celestino Marchini che il Dirigente del settore Urbanistica aveva consegnato loro un faldone di fotocopie e che, al momento della consegna, il suddetto Consigliere chiedeva di far firmare al Dirigente tali fotocopie poiché prive di un qualsiasi timbro di riconoscimento e mancanti di una parte dei dati richiesti (non erano riportate le superfici utilizzate per ogni Permesso a Costruire rilasciato) e che la Segreteria provvedeva quindi ad inoltrare le fotocopie al Dirigente (ad oggi nessun documento ci è stato consegnato); (all. “G”)
- che in data 05/03/09 ci veniva data risposta scritta che si allega alla presente. (all. H e I). Da segnalare che nel primo paragrafo il Dirigente afferma di aver consegnato gli elaborati, fatto non avvenuto; nel secondo paragrafo si afferma che i dati sono stati forniti (noi chiedevamo la differenziazione ai sensi dell’art. 55 del P.S.); nel terzo paragrafo si dà atto che c’era un errore nei dati forniti. Ciò fa venire più di qualche dubbio sulla consistenza degli altri dati. Chi può affermare che non vi siano altri errori, visto ciò che è successo nell’Utoe 5a?
Ciò premesso
Si chiede alla S.V. che intervenga affinché il Dirigente consegni la documentazione richiesta completa di dati e controfirmati dallo stesso affinché siano forniti i dati nelle zone residenziali così come previsto dall’art. 55 del Piano Strutturale che oltre a stabilire le quantità insediative massime ammissibili previste per ciascun settore funzionale: residenza, produzione, terziario e attrezzature urbane e per ciascun sistema insediativo (UTOE), indica una capacità insediativa abitativa, di cui una quota non superiore al 25%, destinata a funzioni diverse, connesse con l’utilizzo residenziale: commercio al dettaglio, pubblici esercizi, artigianato di servizio, uffici, studi professionali, ecc.
In una città come Lucca anche i dettagli sono importanti, adesso poi che abbiamo il nuovo assessore con delega anche all’arredo urbano mi permetto di presentare questa breve raccomandazione.
Lo scorso anno in occasione delle celebrazioni pucciniane, tre le altre cose, vennero dislocarti in vari punti della città alcuni totem dedicati al Maestro, tra l’altro belli e graficamente accattivanti.
Questi totem però si riferiscono alla mostra dedicata a Puccini che venne allestita a Palazzo Guinigi.
La mostra fu prorogata fino al 6 gennaio 2009 e proprio l’avviso della proroga è riportato a caratteri grandi su un lato dei totem.
A mio parere quindi non è un segnale di accuratezza leggere quell’avviso ancora nel mese di maggio 2009, soprattutto nei confronti dei tanti turisti.
Sembra quasi che la città sia priva di una regia in grado di dirigere con cura lo spettacolo che Lucca sarebbe in grado di offrire.

"Per il futuro c'é in questo momento una tenerezza infinita per voi,
il ricordo di tutti e di ciascuno, un amore grande grande carico di ricordi
apparentemente insignificanti e in realtà preziosi.
Uniti nel mio ricordo vivete insieme. Mi parrà di essere tra voi. (...)
Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta...
Ciò che avviene nell’area Gesam di San Concordio continua a riempire la cronaca (locale e non).
È notizia di ieri che nel corso dei lavori, iniziati più di un mese fa (alcuni giorni dopo il primo compleanno della concessione), sono emersi i resti del primo impianto del gas: “importanti strutture d’interesse storico” si legge sulla stampa.
Leggiamo inoltre che nei giorni scorsi si è tenuta una riunione operativa tra la direzione dei lavori, la committenza (Polis spa) e l’archeologo della Sovrintendenza per i beni archeologici della Toscana per definire, tra le altre cose, “eventuali modifiche da apportare al progetto”.
Ricordiamo che durante il Consiglio aperto della Circoscrizione 7 dedicato al Progetto Gesam di San Concordio, tenutosi lo scorso 6 marzo, il Sindaco, ma anche il presidente della stessa Gesam spa, si erano dichiarati disponibili a convocare un tavolo di confronto con la Circoscrizione ed il Comitato locale di cittadini per esaminare possibili variazioni da apportare al progetto (nella ferma convinzione di non arrecare danno partrimoniale all’amministrazione).
La richiesta del tavolo di confronto venne formalizzata dal Consiglio di Circoscrizione di competenza lo scorso 30 marzo.
Sappiamo che il Sindaco Favilla non ama prendere decisioni affrettate però a questo punto ci sembra che di tempo ne sia passato abbastanza. Chiediamo quindi, lo abbiamo già fatto formalmente in Consiglio Comunale tramite raccomandazione e successiva interpellanza (allegato 1 e 2), quando ha intenzione di convocare il suddetto tavolo di confronto per chiarire, tra l’altro, finalmente, le reali possibilità, e la effettiva volontà di modifica al progetto del cosiddetto “steccone”, adesso anche alla luce di quanto emerso negli ultimi giorni durante i lavori al cantiere.
Sottolineiamo inoltre che, alcune settimane fa è stato protocollata un’interrogazione (allegato 3) relativa all’ “affaire” area Gesam (Progetto Norma n. 6) in cui, ribadito che lo scopo statutario di Polis spa nel settore immobiliare è quello di provvedere al “recupero, valorizzazione, riqualificazione ambientale, sviluppo integrato di aree e comparti nel Comune di Lucca”, si chiede a quanto ammonti, secondo la valutazione del Sindaco, il valore del permesso di costruire che andrebbe volatilizzato in caso di mancata realizzazione dello steccone; con quali azioni e secondo quali tempi il Comune intenda realizzare tale utile da attività immobiliare; quale valenza di “recupero, valorizzazione, riqualificazione ambientale” del contesto urbano cittadino e più in particolare di quello del quartiere di San Concordio sia contenuta nell’intervento edilizio dello “steccone”; quali passaggi formali il Sindaco intenda esperire affinché il Consiglio Comunale possa essere investito (come dichiarato durante il Consiglio Comunale del 20 gennaio 2009) del potere di decidere se affidare o meno alla stessa Polis spa altri interventi immobiliari, a partire da quello dello “steccone” di S. Concordio.
Serena Mammini, Celestino Marchini
Cristina Avanzinelli
ci segnala
il blog del Circolo 5 del Pd (S.Alessio).
un altro strumento utile
per la, sempre carente,
circolazione di informazione, ma soprattutto,
di IDEE...
Cristina è la coordinatrice di quel Circolo
e consigliera (la più votata!) della Circoscrizione
di riferimento, la numero 6.
In più è una cara amica da tanti anni:
abbiamo fatto insieme 5 anni di liceo e quindi la Maturità.
Correva l'anno 1990.
Poi lei si è iscritta alla Facoltà di Architettura a Firenze ed io
a quella di Lettere (storia dell'arte) a Pisa.
Lei in architettura ed io in storia dell'architettura...
e poi ci siamo ritrovate nel PD!
Abbiamo, forse, sbagliato qualcosa?
:-)))
Foto di Clara Mei
Il silenzio del Quadernino...
Dopo mille lamentele, richieste, articoli e proposte concrete verranno realizzati 2 parchi-gioco anche a San Concordio.
Uno in una bella area a verde (già indicata dal precedente consiglio di Circoscrizione) sul retro della nuova sede della Circoscrizione in via Urbiciani, area ampia e protetta (traffico, inquinamento atmosferico e acustico) e ottima per la realizzazione di un parco.
Inoltre una volta acquistate tutte le stanze del bell'edificio (il primo piano è occupato ancora dalle farmacie comunali...) la sede avrebbe a disposizione spazi per le varie attività e per le tante associazioni del territorio.
Oltre alla Palestrina con il Circolo anziani lì vicino quindi, una volta eliminato il muro di separazione tra l'area a verde e la sede della Circo, potremmo avere finalmente il Centro civico di San Concordio...
proprio come proposto alcuni anni fa...

Lì vicino poi (verso nord) insiste l'area Gesam... (prossimo il tavolo "Circoscrizione-Amministrazione).
L'altro parco che verrà realizzato è in una traversa di via Nottolini. Area già classificata da tempo a parco, ma fino ad oggi priva di qualsiasi attrezzatura. Anche questa area è ideale per questo tipo di attività... e per quest'area avevamo ottenuto dall Fondazione Banca del Monte 2.000 euro di contributo: pochi ma significativi!
Adesso aspettiamo che i progetti si concretizzino...
Lunedì 2 marzo, consiglio di circoscrizione 7, riunito nella “nuova” sede di via Urbicciani.
Sala ampia, spaziosa, mal riempita dai soliti libri accatastati di malavoglia e malordine, in una pallida e polverosa imitazione di biblioteca di quartiere. Solite sedie, solito tavolaccio, solito attaccapanni ma d’altronde l’amministrazione comunale ha tre soldini in cassa e non li scuce certo per gli arredi circoscrizionali. E poi l’obiettivo del trasferimento non era dotare la circoscrizione 7 di una nuova sede, ma levarla dall’area Gesam così da permettere al signor Polis di fare speculazione.
C’è il tutto esaurito, anzi no: manca il capo gruppo del Pd, ma mi ci vuole una mezz’oretta per rendermene conto... e c’è il nuovo consigliere di Forza Italia, che sostituisce il sostituto che non era mai venuto nonostante fosse subentrato ad un altro che altrettanto latitava. Potere delle liste di circoscrizione, riempite con fans dell’ultima ora.
All’ordine del giorno, a parte delle solite comunicazioni del presidente (che sempre più spesso ribadisce che siamo i meio pezzi der baccello) e quelle minute dei consiglieri, o per meglio dire, dei soliti noti, dato che la maggior parte non sa, non vede, non sente, non vive in questi territori...
E poi, e poi... si passa al primo dei due piatti forti del desinare politico di quartiere: è l’espressione di un parere, richiesto come sempre entro 15 giorni dall’ineffabile Architetto Tani, presentato dalla concessionaria Pecchia Srl, per un’area posta in San Concordio, nell’interno dell’omonimo viale.
La zona su cui va a insistere l’area viene classificata dal vigente Regolamento Urbanistico come “area per attività commerciale”, la cui disciplina è statuita dall’art. 127.
Il Piano Attuativo prevede la realizzazione di un nuovo fabbricato a destinazione commerciale, che verrà realizzato su tre piani e sarà così costituito:
- Un’unità al piano interrato destinata a parcheggio
- un’unità al piano terreno con destinazione commerciale (concessionaria) costituita da un’ampia sala esposizione e una zona ad uso amministrazione
- due unità indipendenti, poste al primo piano con destinazione ad uso ufficio.
Piano Attuativo risulta conforme alle prescrizioni per l’area così individuate dal Pai (Piano Assetto Idrogeologico) e presenta alcune prescrizioni relative alla questione della raccolta rifiuti, oltre che la relazione geologica affidata, come sempre, allo studio Sani, Barsanti e Sani.
Il Piano Attuativo è uno fra i tanti che si riversano nelle sedi circoscrizionali negli ultimi tempi, ed uno fra i tanti progetti edificatori previsti nella nostra area territoriale.
L’Amministrazione Comunale, dopo aver lavorato per molto tempo, grazie alla competente commissione, ad una variante urbanistica che prevedeva una rilettura in termini restrittivi di molti piani attuativi come indice di edificabilità, ha poi relegato in un cassetto l’atto frenando ogni velleità di riforma del contestato Regolamento e degli atti discendenti. D’altro canto non è stato possibile negare che il Regolamento Urbanistico sfora le previsioni del Piano Strutturale, norma principe, a livello comunale, della pianificazione. Tuttavia, a detta degli stessi redattori e dei tecnici dell’amministrazione, lo sforamento investirebbe solo l’edificato destinato a residenziale, mentre questo non riguarderebbe né la destinazione commerciale e nemmeno quella direzionale.
Tuttavia il Regolamento Urbanistico va considerato come un tutt’uno e, seppur separabile in Utoe, scomponibile in Unità e destinazioni diverse, il volto della città e dei quartieri emerge ed emergerà solo dall’insieme degli interventi previsti. Se quindi si è sforato, e sforamento c’è stato, ritengo che si debba andare a “recuperare” laddove ancora possibile; e che quindi il blocco dell’attività edificatoria vada a interessare non soltanto il piccolo cittadino che vuole ampliare la casa, o costruire sul campo ancora inedificato, ma riguardi anche interventi di diverso impatto, qualsivoglia destinazione essi abbiano, importanti al punto di prevedere le cautele di un Piano Attuativo.
La presentazione del progetto è affidata, nel nostro consiglio, al presidente della commissione urbanistica, Andrea Volpe, che fa della sintesi bignamesca il suo modus exponendi: tre parole bastano, 4 sarebbero superflue, forse presupponendo che i consiglieri conoscano la pratica, presupposto assolutamente irreale. Si apre la discussione: ovviamente espongo la mia opinione, chiedendo una riflessione presentando un documento di critica alla politica dell’amministrazione comunale che ha fatto della non-politica il leit motiv dell’urbanistica lucchese. A conclusione, esprimo il mio parere non positivo alla pratica. Silenzio, sguardi. Noia e fastidio. Prende la parola l’ex algido Ciniero, sempre più agitato di consiglio in consiglio. Condivide, almeno in parte, la critica alla politica dell’amministrazione, ma afferma che il mio documento è “troppo provocatorio”. In questo i locali esponenti del Pd vanno d’accordo: ricordo che, quando Fulvetti (segretario della congerie “Partito Democratico”) mi volle incontrare per sapere come mai non vi entravo, mi disse che non gli piaceva il mio stile, “troppo provocatorio”. Fino a non troppo tempo fa, per esser definito “provocatore” bisognava contestare il potere con forza, andare nelle piazze, spruzzare vernice sui muri e magari imbrattare vetrine e insultare il politico di turno. Oggi basta sollevare dei dubbi, avanzare delle remore, usare un linguaggio particolare. Ma tant’è: il livello richiesto per provocare si abbassa tanto quanto si alza il tasso di conformismo. E continua dicendo che il voto sul parere non può che essere favorevole perché la critica all’amministrazione comunale non può ostacolare o inficiare “il legittimo diritto del privato” alla realizzazione del progetto.
Legittimo? cioè? di quale legittimità si parla? l’intervento è giuridicamente legittimo perché conforme alle prescrizioni del regolamento Urbanistico? Fesserie e follie! Il regolamento è illegittimo perché non conforme al Piano strutturale che è l’atto gerarchicamente superiore.
Se giuridicamente si parla, qui non siamo nell’ambito del diritto soggettivo del richiedente, forse un interesse giuridicamente tutelato può sorgere nel momento in cui l’amministrazione comunale approva il Piano Attuativo in via definitiva. E di diritto si può parlare solo quando si ha il rilascio della concessione. E ancora: perché la Circoscrizione non può votare contro questo Piano? Allora se l’interesse del privato è intoccabile, perdiamo solo tempo e sperperiamo il denaro pubblico in un ridicolo esercizio di alzata di mano. Che senso ha chiedere il parere della Circoscrizione, se questo deve essere per forza favorevole? e chi tutela l’interesse pubblico? Pubblico ...ormai è diventato una parolaccia, mentre il privato è ormai assunto al rango di super diritto intoccabile e intangibile! Sono sempre più allibito, abbiamo abdicato ad ogni forma di giudizio e di esercizio di facoltà in difesa dell’interesse della collettività. La votazione va come era previsto… giovani senza nerbo e conformisti alzano le manine perché "c’è l’interesse del privato a procedere” e sempre il Ciniero si preoccupa di aggiungere due righette di generica contestazione alla politica dell’amministrazione. Righette che nessuno leggerà perché ciò che conta è il parere favorevole. Pratica esaurita. Ma il bello doveva ancora arrivare…
Mauro Meloni
Ps. Andrea, non te la prendere per averti citato...
Sanremo è uno di quegli eventi che descrivono perfettamente il paese in cui viviamo, e che nessuno dice di vedere,ma tutti sbirciano: un po’ come le elezioni politiche, dove nessuno dice di votare per Berlusconi e la sua accozzaglia di yes man ma poi il comico più pagato del mondo stravince. E quest’anno il festival incarna perfettamente l’agonia italiana, dove nani e ballerine, strimpellatori da karaoke o semianalfabeti miliardari del pallone vengono elevati al rango di uomini (e donne) faro, di intellettuali di cui si attende ogni minimo peto orale con ansia.
Non entro nel merito della kermesse canora, dato che il festival non rappresenta più nulla nel panorama della musica italiana, da anni; e anche quest’anno non si sfugge alla regola, vedendo sgomitare per quei 5 minuti di gloria e celebrità i soliti noti ex big in caduta libera- da una sempre più efebica e stonata Patty Pravo (a dispetto di un pregevole pezzo) alla lasagna della destra, Iva Zanicchi che rivendica il diritto e la voglia di orgasmo senza impegno massacrando a suon di gargarismi le note; da Al Bano che propone sempre la stessa litania stucchevole, alla fobica Mina che, priva di ogni pudore ormai si sente legittimata a cantare tutto- dalla solita pattuglia di mai famosi in attesa del rimasuglio di carne attaccata al sempre più misero osso, a qualche avanzo di balera.
Ho seguito con attenzione, invece, la polemica che ha opposto il cd cantante Povia all’associazione che “tutela” (virgolettato d’obbligo) i diritti degli omosessuali. Povia,che, a mio avviso, non sa cantare e scrive paccottiglia di una banalità impressionante, la sua canzonetta è la cartina tornasole dello spessore infinitamente minimo del dibattito su tematiche tanto delicate quante importanti per la vita delle persone. Per chi non lo sapesse “Luca era Gay” (questo il titolino) parla di un ragazzo che, cresciuto in una famiglia opprimente, con una madre insicura e possessiva (quindi la classica famiglia italica e la tipica madre-chioccia del bel paese) cresce insicuro e fragile e incontra poi il lupo cattivo più vecchio che lo conduce nel torbido mondo del sesso gay. Poi un giorno incontra la fata turchina che a colpi di nicchia lo rieduca e lo strappa dalla miseria e dall’infelicità, e la favola a lieto fine lo vede bel bello con una ciurma di bambini, allegro e sorridente sotto l’ala protettrice di madre- chiesa. Il testo, vagamente omofobo, deve essere stato scritto in occasione dell’ignobile “family day” di qualche tempo fa, in un momento di pausa, e deve aver avuto come super visor prestigiosi autori come papa B16 e l’inossidabile Ruini (Camillo Il cardinale, non l’ormai introvabile ex assessore del nostro Comune). Essa è un album di luoghi comuni privi di qualsiasi presupposto scientifico che vanno dall’ipotizzare in maniera del tutto arbitraria una causa ambientale -sociale all’omosessualità all’altro dogma tanto in vigore qui da noi, cioè che omosessualità = infelicità = malattia. Senza considerare che molto più frequente è il caso inverso, e cioè che padri di famiglia, consumati professionisti, alti prelati, sportivi di rango vivono una doppia vita nella più cupa infelicità, “costretti” (dalla propria codardia, dalle pressioni familiari o dalla società) a farsi una famiglia “regolare”e poi sempre alla ricerca di sesso gay nei luoghi più indicibili, alla ricerca di un effimero placamento dei sensi senza soddisfazione per coscienza e identità, tutti protesi invece a mantenere il consenso sociale dei cd benpensanti, prima vera regola di vita in un paese dormicchia con un ceto borghese quanto mai immobile e spento. Comunque, l’esibizione del soggetto -.Povia, ha ricevuto una preventiva stroncatura ieri sera da parte di Benigni, che nel suo potente intervento ha magistralmente parlato di amore e di quante forme esso possa avere, leggendo un commovente testo di Oscar Wilde, ed era stata preceduta da una infinita serie di polemiche a mezzo stampa fra Arcigay e il cantante e il suo staff. Infatti, appena avuto nota del titolo del brano Arcigay, si era scagliata contro Povia, facendo “involontariamente “ il suo gioco, dandogli tanta gratuita pubblicità e risonanza, pubblicità e risonanza che,d’altronde, le non certo eccelse qualità artistiche del brano e del suo titolare gli avrebbero garantito, scadendo in una sorta di Povio-fobia. Al seguito si sono accodate varie dichiarazioni di altre teste grigie (per età, non per neuroni) come quella del proprietario terriero Al Bano o della Zanicchi (ma chi è quel l’imbecille di giornalista che va a chiedere il parere di uno come Al bano su una cosa del genere? è scontato quanto chiedere a Berlusconi cosa ne pensi dei magistrati), sino a giungere a ieri sera dove il Povia ha canticchiato il suo motivetto, accompagnato da cartelloni e poi, come una diva qualsiasi in crisi isterica (mi verrebbe da dire, come una checca isterica), ha abbandonato il palco prima che la musica terminasse). Subito dopo il generoso applauso del pubblico dell’Ariston, al solito composto di industrialotti in cerca di contatti in periodi di crisi nera, e dame impellicciate, infardate,ingioiellate e incartapecorite al punto da poter seminare il prezzemolo fra una ruga e l’altra, il presentatore, l’ansiogeno Bonolis, ha dato la parola niente popò di meno che a Grillini, ex parlamentare, ed eterno presidente di Arcigay, che (i casi della vita) era in sala con i suoi accoliti. Il Grillini è stato efficace per la causa come lo era quando faceva il parlamentare: ha sparato due o tre cazzate immonde, ha menzionato la sua associazione e si è beccato la selva dei fischi dei ben pensanti presenti. Fine delle trasmissioni.
Mi sorgono spontanee tutta una serie di considerazioni. Intanto il Povia, che dopo “i bambini fanno oh” i “ Piccioni fanno trr” è arrivato ai Gay che fanno sigh sigh, è un mediocre rincalzo del mondo musicale, ed è anche dal punto di vista dello spessore morale, altrettanto mediocre: Lo ha dimostrato uno dei cartelloni che accompagnavano la sua esibizione (“la tranquillità è meglio della felicità”), quintessenza del pensiero mediocre, dell’ipocrisia, ma d’altronde ama i piccioni e i piccioni volano basso; Poi, tralasciando le dichiarazioni del suo ex manager sulla destinazione ultima dei ricavi di un suo successo (l’unico), promessi in beneficienza, è sempre alla ricerca di visibilità. Prima ha affermato di aver avuto una parentesi gay, così tanto per provare, un po’ come si prova un nuovo tipo di olio per motori, così lui ha provato a esser gay per veder l’effetto che fa. Poi ha smentito, Gay non è mai stato e la canzone non parla di lui: Si era velatamente fatto intendere che parlasse di un Luca fondatore di una centro che guarisce i gay (mi vien la pelle d’oca..sento un vago puzzo di nazismo..) sotto l’egida del Vaticano (e poteva mancare la collaborazione dei signori in gonnella?); poi si è nuovamente smentito (Silvio ha trovato il suo delfino ideale) rivelandoci che parlava di un ragazzo che, conosciuto in treno (e speriamo non nei cessi delle stazione), avrebbe raccontato, povero pargolo indifeso e smarrito, proprio al Povia (pensa te, il destino..) questa storiellina della sua redenzione. Insomma: solo meschina ricerca di pubblicità sulla pelle delle persone. Chiaro che Povia può cantare tutto ciò che vuole e affermare quel che gli pare: che la Luna è abitata, che la pioggia sale verso l’alto, e il fumo scende verso il basso. Ma mi chiedo: era il caso di ammettere un testo così poco corretto, frutto di una semplicistica mistificazione, in un evento così seguito da tante persone? cosa avrà provato il ragazzetto di 17-18 anni, in cerca di identità? come avranno reagito i genitori di un adolescente omosessuale, magari confinati nel paesino rurale del meridione, dove certe inclinazioni sono viste come pure aberrazioni? Passa mai per la testa dei tantissimi Povia (e degli Albano, dei Gattuso e dei Moggi, delle Binetti) che se in Italia essere Gay è fonte di infelicità è dovuta ancora alla stigma sociale, all’essere marchiati come indegni, malati, traviati o deviati? Al fatto che la chiesa, e l’attuale papa (fra l’altro, il più effemminato degli ultimi secoli), non lascino passare giorno senza scagliare maledizioni, anatemi, accorate suppliche contro ogni ipotesi di riconoscimento di diverse forme di convivenza? Dal fatto di vedere i nutriti sciami di politici piegarsi ai dettati pontifici, abdicando preventivamente al loro ruolo e gettando l’ultimo soffio di laicità nel cesso? E ancora cosa voleva dimostrare il Bonolis, baciando (o fingendo di) l’amichetto del cuore? che si tratta di uno scherzo? che nessuno è gay, ma si fa così, tanto per ridere?
L’altra metà della mela, l’ex parlamentare Grillini e l’arcigay: Tutori di niente, se non del proprio interesse a far si che l’omosessualità rimanga etichetta, così da poter continuare a aprire locali-ghetti, saune tematiche dove chiunque può entrare a patto di aver la loro tesserina. Una sorta di monopolio ad pecuniam, di provocazioni esasperate, di interventi con vuoto a rendere perché nient’altro che intrisi di vuoto sono. Quale beneficio può portare al panettiere, all’avvocato, all’industriale, al commesso, al geometra gay, le pseudo rivelazioni del tipo: “In serie a ci sono almeno 20 calciatori gay” oppure “tot parlamentari sono gay e non lo dicono”. Questo modo di fare, a mezzo fra la delazione e il chiacchiericcio della parrucchiera di Gallarate, può giovare a una seria e concreta battaglia per i diritti civili?
Non mi stupirebbe, quindi, se il marketing a orologeria per il signor Povia, con tanto di scandaletto a buon mercato, fosse stato preparato a tavolino con la complicità di tutti gli attori della manfrina: il mercenario presentatore, bisognoso di ossigeno per resuscitare il morto, il cantante di retrovia, per vendere il suo prodotto, e l’ex parlamentare per avere ulteriore spazio e fare le due o tre manifestazioni con cui finge di battagliare per la causa., che interviene a salvare il cantante così umiliato da Benigni..Insomma per fortuna (per Povia) che c’è Grillini. Ci si sente avvolgere da tristezza a vedere, in questo ambito come in qualsiasi altro (dall’economia, alla giustizia, dall’ambiente all’urbanistica, dall’industria al settore delle telecomunicazioni), quanto in difficoltà, ripiegato su se stesso sia il nostro paese.
Un ultima dose di veleno.., se anche noi adottassimo il sistema grilliniano della delazione interrotta, non potremmo far a meno di notare che Povia va a Sanremo solo quando c’è il Bonolis..Vuoi vedere che…
N. B. San Remo è finito. l’Auditel ha prenmiato la formula Bonolis. La proclamazione del miracolo è già avvenuta. Ha vinto marco Carta,uno dei tanti “amici”della de Filippi; alla serata finale baritoneggiava la sua austera madrina, nel festival condotto da un alfiere Mediaset. Quasi quasi vado a rileggere le tesi della Propaganda 2 sull’occupazione dei mass media…
Mauro Meloni
Proprio come Giurlani figlio riteniamo che se il Sindaco volesse potrebbe modificare parte del discusso Progetto norma 6 ovvero l’intervento, presunto riqualificatorio, previsto nell’area Gesam a San Concordio.
È stato detto più volte, a ragione, che il nuovo cemento derivante dalla realizzazione dello “steccone” inserito all’interno del piano Gesam, come recita la valutazione degli effetti ambientali del Regolamento Urbanistico porterà ad un “aumento sensibile del carico urbanistico della zona”.
Del resto lo status venutosi a creare con la chiusura insensata (per tempi e modi) del passaggio a livello di San Concordio e l’esplosione di una barbara cementificazione ha causato un ulteriore abnorme aggravio del traffico su tutte le strade circostanti visto che gli unici due accessi disponibili sono l’intasato viale Europa e quella coda eterna che porta al passaggio a livello di San Filippo (via Squaglia, via di Mugnano e via Ingrillini).
È mai possibile che il Piano del traffico giaccia ancora in qualche cassetto, quando anni luce or sono (in piena era Fazzi) l’allora assessore ne annunciò il doloroso parto? Ricordiamo che agli strumenti urbanistici comunali è affidato il compito di individuare le aree da sottoporre a specifica regolamentazione, tenuto conto anche di tutte le problematiche territoriali e infrastrutturali dell’area.
Quattro piani di direzionale e commerciale (che fantasia: forse l’ennesimo franchising di vestiti o un grande centro estetico e fitness, poco conta) e 4.364 metri quadrati di parcheggio interrato sulla falda non potranno che accentuare le criticità già evidentemente presenti.
Sottolineiamo poi ciò che chiunque abitante avrà notato, ovvero l’accumularsi di fondi su cui campeggia la scritta “affittasi”, da tempo vuoti anche a causa della negata ma palpabile crisi economica. Si è provveduto a monitorare le politiche economico-territoriali del settore terziario commerciale nella zona?
È vero che la concessione è stata rilasciata l’11 marzo dello scorso anno (e proprio nei giorni in cui si discuteva il primo stralcio della Variante alle Norme tecniche di attuazione del RU relativa ai Piani Attuativi - art. 140.4 -, per cui anche questo intervento, a rigor di logica e non di favore, sarebbe potuto rientrare nell’iter del Piano Attuativo, in breve: conferenza tecnica dei servizi, Consiglio di Circoscrizione, Commissione urbanistica, Consiglio comunale, osservazioni dei cittadini… in sostanza approfondimento e discussione.
Tuttavia, con tempi e modi, ad esser pacati, equivoci, ciò non accadde e oggi siamo ad inseguire il treno che corre) e una concessione rilasciata è pur sempre carica di conseguenze giuridiche. Ma è altrettanto vero che il Comune oggi si è riappropriato della Polis cosicché le urgenze dei privati non gestiscono più l’agenda urbanistica locale, quindi è possibile, sempre che lo si voglia davvero, tornare su certi incauti passi.
È vero che se la concessione è stata rilasciata sono maturati dei diritti ed eventuali ripensamenti costerebbero cari all’amministrazione: ma se è vero che tornare indietro “è possibile” per l’ospedale (e proprio Lei si è fatto fiero sostenitore delle istanze dei molti contrari), se è vero che è possibile fermare l’intercity dell’ospedale, perché ciò non si può fare per il trenino locale dello “steccone”?
In questi mesi, anche grazie al PIUSS, si è tornati, in qualche modo, a parlare di idea di città, di identità dei luoghi, di potere evocativo, di “discorso” urbano, di pura architettura, di “non-luoghi” da evitare.
Come cittadini, facciamo un accorato appello al Sindaco Favilla:
ci racconti nei dettagli il progetto, discutiamo con gli abitanti, magari in un Consiglio di Circoscrizione aperto (qualora essa si svegli dal torpore cui è caduta da mesi…) di una possibile rivisitazione degli aspetti più controversi dell’intervento.
Ha senso, Sindaco, parlare di freno all’incremento urbanistico senza regole se non si ha il coraggio e la lungimiranza di rivedere scelte non condivise dal territorio?
Non pensiamo che preferisca indossare i panni del “rilasciatore” di concessioni edilizie piuttosto che quelli di tutore dello sviluppo sostenibile nell’interesse della collettività.
Abbiamo la presunzione di affermare che quello che nell’immediato potrebbe sembrare la perdita di un investimento, in un domani assai prossimo, le sarà riconosciuto come scelta coraggiosa, ma di buon senso, una “rinuncia” presente per un grosso “guadagno” collettivo: l’area Gesam finalmente riqualificata con la “cattedrale” ristrutturata, i parcheggi a raso, i nuovi uffici, l’officina e l’archivio Gesam ed una vasta area a verde ad uso degli abitanti che sia davvero un parco pubblico e con un grosso valore identitario ed unico: il porto di Lucca.
Siamo convinti che un amministratore esperto non possa rimanere silente all’appello dei 1050 cittadini che, firmando la Petizione, hanno espresso contrarietà e preoccupazione verso un’operazione come quella dello “steccone”, intervento che rischia di trasformare l’area Gesam (a poche centinaia di metri dall’ingresso di Porta San Pietro, vicinissima all’altro Monumento costituito dall’armonica sequenza delle arcate dell’acquedotto “Ducale”) in un altro, terribile, “non-luogo”.
Mauro Meloni e Serena Mammini
Il consigliere provinciale di Forza Italia Daniele Lazzareschi, attento e diligente, tuona sulla stampa
in relazione al pessimo stato delle asfaltature di viale Europa a Capannori (su Il Tirreno di oggi 15 febbraio 2009, ad un primo sguardo pare che l’articolo si riferisca invece al viale Europa di San Concordio).
Il suddetto consigliere allude anche agli annunci che si moltiplicano proporzionalmente all’avvicinarsi delle elezioni. Certo fa strano sentir parlare di “politica degli annunci” da un appartenente al partito inventore di quel modo (tra l’altro, purtroppo vincente sebbene ingannatore) di fare politica. La stessa considerazione potrei girarla al consigliere provinciale: non penso che lo stato di viale Europa di Capannori sia pessimo da ieri, la sua accalorata segnalazione però arriva, guarda caso, proprio in periodo di elezioni. Ritengo poco convincente lavorare, certo con impegno, ma rintanati a Palazzo Ducale e “uscire” segnalando il problema in prossimità delle elezioni… ha un che di strumentale, se pur lecito, ci mancherebbe. Inoltre consigliere, non si capisce bene quando parla di competenze, le sue più che affermazioni paiono allusioni: la Provincia che “non avrebbe competenza”, avrebbe invece stanziato fondi per lavori che “di solito vengono fatti da Comune”.
Vorrei far notare al consigliere provinciale che la stessa segnalazione ho avuto occasione di farla io per l’altro viale Europa (quello di San Concordio) in Consiglio comunale visto che il manto stradale del cavalcavia, gravato pesantemente da sollecitazioni per il continuo flusso di camion e autoveicoli e unica infrastruttura di collegamento tra la zona sud ed il resto della città, si trova anch’esso in pessime condizioni. E l’assessore al Lavori Pubblici mi ha risposto dicendomi di aver fatto un sopralluogo, che provvederà quanto prima, con le poche risorse disponibili, a migliorare la situazione. Ma con 2 euro a metro lineare cosa si può fare se non “rattoppare”? E se le amministrazioni non hanno risorse (Lucca è governata dal centro destra dal 1998) dove sta la causa? Se gli oneri di urbanizzazione (e si è urbanizzato oltremodo e a casaccio) che dovrebbero servire soprattutto per questo vengono invece dirottati a coprire la spesa corrente come è possibile fare un serio lavoro di rifacimento e manutenzione di strade, marciapiedi ecc? È con lo spottone elettorale della cancellazione dell’ICI senza prevedere entrate alternative certe che si aiutano i Comuni a ben operare? O forse ci vorrebbe un Silvio per ogni ente in grado di moltiplicare pane e pesci o “asfalto e bitume”?
Tra le molte voragini che possiamo trovare sulle nostre strade ho segnalato quelle di viale Europa. Nella rampa che sale da sud verso nord (da S. Concordio verso la città) l'asfalto è molto deteriorato in diversi punti e soprattutto dopo le ultime (speriamo ultime...) piogge.
Inoltre la segnaletica orizzontale soprattutto in prossimità della rotonda è veramente poco visibile nelle ore notturne.
Il cavalcavia di viale Europa è gravato quotidianamente da continue vibrazioni dovute al flusso ininterrotto di autoveicoli e di mezzi pesanti. La scorsa settimana abbiamo potuto verificare il caos che si è prodotto per un lungo tratto di circonvallazione solo perché all'inizio di via Bandettini (lato ovest) c'era un piccolo cantiere (credo per lavori alla fognatura... sarà vero?).
Sappiamo che questa infrastruttura è l’unico collegamento “libero” tra la zona sud ed il resto della città, per cui un'eventuale chiusura per lavori creerebbe uno situazione di forte disagio per tutti gli abitanti. Certamente (e questo era l’oggetto di un’interrogazione che scrissi insieme al collega Marchini nel dicembre 2007) l’Amministrazione comunale avrà un programma di controllo, monitoraggio e manutenzione periodici di tutti i ponti del territorio comunale per verificare l’esistenza di deterioramenti strutturali tali da comprometterne la stabilità, ma ho invitato comunque il gentile assessore ai LL.PP. Antonino Azzarà a prendere in considerazione questa mia raccomandazione.